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ARTICOLO - 16 Maggio 2012 - Romeno ubriaco contromano sull’Aurelia

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Direttissima questa mattina per tre napoletani con l’accusa di concorso per tentato furto aggravato PDF Stampa E-mail
Sabato 18 Febbraio 2012 19:18

Arrestati tre napoletani con l’accusa di concorso per  tentato furto aggravato.  A far scattare le manette ai tre, giovedì scorso, sono stati gli agenti della Squadra Mobile in sinergia con quelli della volante. I tre, manomettendo la serratura di un palazzo situato in via Polidori, a Viterbo, avevano in mente di mettere in atto un furto in uno degli appartamenti.

A sorprenderli, però, e allo stesso tempo a disturbarli, è stato proprio il padrone dell’abitazione che avevano puntato. L’uomo, ignaro di tutto, rientrando a casa, intorno alle 13.00, si è incrociato sul pianerottolo con i tre malviventi che sono scappati a gambe levate. Uno dei tre, però, si è fermato un attimo per salutarlo in modo beffardo.

L’ignaro proprietario di casa non sapeva che le persone incrociate sul pianerottolo avevano appena tentato di svaligiargli l’appartamento. Se n’è accorto subito dopo, quando ha notato che la serratura della sua porta era stata forzata. A quel punto si è precipitato in Questura a sporgere denuncia.

La descrizione dei tre che l’uomo ha fornito agli agenti, ha avuto un ruolo fondamentale per le ricerche anche se ad essere trovate, all’inizio, sono state le loro auto: una Mercedes Classe A, indicata dalla vittima del tentato furto, contenente un borsone pieno di arnesi da scasso pronti per l’uso, e una Seicento, probabilmente usata dai tre per i sopralluoghi, contenente delle valigie con effetti personali e biancheria intima. Segno, secondo gli inquirenti, che i tre avevano intenzione di restare a Viterbo qualche giorno per mettere a segno più di un colpo.

Il primo ad essere stato arrestato è stato Pasquale Pengue, 49enne napoletano, bloccato dalla volante dei poliziotti di quartiere in via Vismara. Dopo circa mezz’ora, sempre nella stessa zona, in via Molini, è stato preso il fratello Alfonso,60enne. Condotti entrambi in Questura, ha iniziato a squillare ripetutamente uno dei loro cellulari. Gli inquirenti hanno immediatamente capito che si trattava del terzo complice che cercava di mettersi in contatto.

Rintracciata la chiamata, è stato coperto che si trovava in un albergo di Viterbo. Gli agenti si sono subito precipitati a prenderlo. Così anche per il terzo complice, Luigi Noce, 53enne, napoletano, con una lunga lista di precedenti penali alle spalle, sono scattate le manette per tentato furto aggravato.

Questa mattina i tre napoletani sono stati processati con rito di direttissima presso il Palazzo di Giustizia di Viterbo, davanti al giudice Gaetano Mautone e al Pm Paola Conti.  Sono stati condannati tutti a sette mesi di reclusione e al pagamento di una pena pecuniaria. Per due di loro, Luigi Noce e Pasquale Pengue, si sono aperte le porte del carcere mentre il terzo, incensurato, si trova a piede libero.

 

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