| Crollo del museo civico, scontro tra periti in aula |
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| Venerdì 17 Febbraio 2012 04:01 |
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Scontro tra periti, questa mattina, nell’aula del giudice Eugenio Turco, durante la nuova udienza del processo per il crollo delle mura del museo civico di Viterbo.
L’episodio avvenne il 26 maggio 2005 poco prima dell’inaugurazione della mostra “Caccialtesoro” con circa duecento persone che aspettavano di entrare e che rimasero, miracolosamente, illese.
Chi rischiò la vita, invece, fu una donna rumena, Teresa S. di 49 anni, e il suo nipotino, Celestin, di appena tre che si trovavano lungo la via all’esterno del museo. Portati all’ospedale di Belcolle la nonna risultò avere una ferita lacero contusa alla testa e una frattura molto superficiale alla spina dorsale il tutto con una prognosi di 30 giorni. Il bambino, fortunatamente, riportò solo delle escoriazioni. Sotto processo per rispondere di crollo colposo: Paolo Izzi, dirigente ai lavori pubblici del Comune di Viterbo, l’architetto Ferdinando Contessa, responsabile della manutenzione, entrambi difesi dall’avvocato Marco Russo e i due tecnici Fabio Pizzi e Simone Morucci, difesi dal legale di fiducia Giovanni Labate. Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal Pm Paola Conti, il crollo delle mura era prevedibile in quanto c’erano delle crepe e in merito erano state fatte, anche, delle segnalazioni. Di tutt’altro parere la difesa che sostiene esattamente il contrario tanto che fu richiesto anche un incidente probatorio. Di pareri contrastanti questa mattina anche i periti. L’ingegnere De Angelis, nominato dal pm, ha dichiarato che la parete andava comunque monitorata e puntellata al di là della presenza o meno di crepe in quanto, trattandosi di un edificio antico, il sistema con cui fu edificato, ad oggi, non è più a norma. Di tutt’altra idea il perito della difesa Nicola Nisticò che, per meglio spiegare il modo con cui si sarebbero formate le crepe ha portato in aula addirittura due plastici, mentre il perito del tribunale, Rodolfo Fugger, ha confermato quanto riferito durante l’incidente probatorio. In poche parole i tre periti si sono riportati alle proprie conclusioni e ai propri elaborati ribadendo gli stessi concetti già espressi in precedenza. stesse La prossima udienza è stata aggiornata all’11aprile. |










