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IL MIO LAVORO TERMINA QUI PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Giugno 2017 02:28


IL MIO LAVORO TERMINA QUI
Tanti lettori mi scrivevano raccontandomi di aver subìto gravi ingiustizie al Tribunale di Viterbo, dicendomi di aver trovato la forza di andare avanti dopo aver letto i miei articoli sulle mie battaglie contro i poteri della Casta. Oggi, avendo vissuto in prima persona l'impossibilità di contrastare questi imbroglioni potenti in toga, sia magistrati che avvocati, dico a tutti di non cercare Giustizia, di evitarli il più possibile e di non rivolgersi agli avvocati, perché gestiscono essi stessi tutto il sistema. Avere la fortuna di trovarne uno onesto non vale la pena di sprecare tempo e denaro. In coscienza non mi sento di consigliare a nessuno che abbia ragione di cercare Giustizia. NON C'È NULLA DA FARE. Cercare altre strade, se si ha ragione, ma non avvocati e giudici.

Se al contrario si ha torto, allora conviene accordarsi con gli uomini della Casta, che nel torto si muovono ed inciuciano bene.

Purtroppo è il consiglio più onesto, seppur sofferto, che mi sento di dare. Da giornalista ho visto da vicino una realtà sconcertante e quanto ne siano avvinghiati tutti i leccaculo, il termine seppur osceno è questo, che pur essendo onesti, cercano consensi per ottenere qualche piccolo vantaggio, e sopravvivere in uno stato generale di letame solo per non esserne travolti. Ho visto da vicino come si accaniscano i potenti contro chi vorrebbe giustizia, colpendolo, isolandolo e facendogli terra bruciata, poiché loro sono tanti, potenti, hanno a disposizione tutti i mezzi che noi stessi paghiamo, e soprattutto gestiscono la giustizia come cosa loro.

Il mio lavoro termina qui. Ciò che potevo portare a conoscenza di tutti, l'ho fatto, pubblicando tutta la realtà di ciò che accade dentro il Tribunale di Viterbo. Il mio scopo è stato raggiunto.