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Joseph Pulitzer PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Ottobre 2012 08:37
Il giornalista d'inchiesta, non è un inquirente e non si sostituisce né alla Polizia Giudiziaria, né alla Magistratura, ma si pone l'unico fine di promuovere la presa di coscienza nell'opinione pubblica dei fenomeni descritti, per favorire le condizioni a poterli superare. Indagando e acquisendo tutta la documentazione necessaria, si pone al servizio del lettore, mettendo a disposizione dell'opinione pubblica tutti i dati necessari a combattere i fenomeni raccontati. Ai fatti oggettivi raccontati, il giornalista d'inchiesta offre una analisi ed un approfondimento dei dati raccolti che deve servire all'opinione pubblica a contestare quei reati che saranno poi soltanto gli organi deputati, a condannare.

Così il fondatore del Premio Pulitzer, Joseph Pulitzer: “Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li gettera' via. La sola divulgazione di per se' non e' forse sufficiente, ma e' l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

L'opinione pubblica spesso non ha gli strumenti di conoscenza per addentrarsi nei temi di interesse pubblico, per questo motivo il giornalismo d'inchiesta rappresenta lo strumento di conoscenza e confronto per i cittadini, è strumento di democrazia, per la messa a nudo della verità dei fatti di interesse pubblico, che, altrimenti, rimarrebbe nascosta dietro l'informazione mercenaria pilotata dai poteri forti.
La docufiction giornalistica, sotto forma di romanzo in progress, rientrando nella sfera del Diritto di Cronaca, intende rispettare i canoni del Codice di autoregolamentazione, i principi di veridicità, imparzialità, obiettività e completezza, rispetto del contraddittorio e, quindi, del diritto di replica.


Il giornalismo che proponiamo noi di viterbotv.it: 
« Il Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, tutto il resto è propaganda. La sua funzione è quella di portare alla luce ciò che è occulto, fornire prove e, pertanto, molestare. »
(Horacio Verbitsky[1])

« Raccontare, sulla base della propria iniziativa e del proprio lavoro, fatti che siano rilevanti per i lettori, gli spettatori o gli ascoltatori. »
(Steve Weinberg[2])

In molti casi, i soggetti del reporting vorrebbero che le materie sotto indagine rimanessero nascoste. Attualmente ci sono diversi dipartimenti universitari che insegnano giornalismo investigativo. Si tengono inoltre conferenze per presentare ricerche esaminate dalla comunità dei pari sul tema del giornalismo investigativo.
L'inglese Hugo de Burgh, teorico dei media, ha affermato che:

« Un giornalista investigativo è un uomo o una donna la cui professione è di scoprire la verità e identificare gli scostamenti da essa in qualsiasi media possa essere disponibile »
(Hugo de Burgh[3])

Fare ciò è generalmente chiamato giornalismo investigativo ed è distinto dal lavoro apparentemente simile svolto da polizia, avvocati, ispettori ed enti regolatori poiché non è limitato agli oggetti di indagine, non ha un fondamento giuridico ed è strettamente collegato con la divulgazione.