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Rassegna stampa 29 Aprile, in redazione Barbara Bianchi


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Noi con Salvini ha presentato la squadra di Vetralla alle prossime elezioni con Giovan Battista Emiliani candidato sindaco con l’avvocato Silvia Corbellini, Fabio Barcherini, Laura Cutigni, Leonello Ferri, Francesca Gigliotti, Umberto Gigliotti, Elisa Giovannini (vice coordinatrice), Paola Lattanzi, Massimiliano Lops, Alessio Luziatelli, Andrea Mascagna, Rachele Montecolli, Fabiola Rossi, Renata Tarelli

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Satura quidem tota nostra est
La nuova rubrica di viterbotv La SaTira Tira

Raccolta dei precedenti attacchi di satira (clikkami)

Salta-tornelli, in 21 rinviati a giudizio
Avvio processo a gennaio, prescrizione a settembre... quando la Realtà supera la SaTira

VITERBO – Si assentavano dall’ufficio durante gli orari di lavoro, saltando i tornelli all’entrata per non dover timbrare il cartellino. Sono 21 i dipendenti pubblici viterbesi, che, questa mattina, sono stati rinviati a giudizio dal Gup Francesco Rigato.

Il processo si farà, dunque, e inizierà a metà gennaio, nonostante aleggi alle sue spalle lo spettro della prescrizione: manca poco più di un anno, infatti, e tutte le accuse cadranno nel dimenticatoio. Un procedimento penale nato già agonizzante.

A pesare sulla testa dei 21 dipendenti pubblici rinviati a giudizio, il reato di truffa ai danni dello Stato: scavalcando i tornelli dell’ufficio regionale dell’agricoltura decentrato a Viterbo, non avrebbero solamente provocato una perdita economica alla cosa pubblica, ma ne avrebbero compromesso l’immagine in maniera non trascurabile.

Ed è proprio per questo motivo che la Regione si è costituita parte civile: nessuna cifra specifica richiesta, però, per i risarcimenti. Spetterà al Giudice quantificarli economicamente.

“I danni materiali sono minimi, si tratta di poche decine di euro per dipendente – ha spiegato il legale Marina Bernini, in rappresentanza della Regione Lazio – ma l’immagine degli uffici pubblici è stata totalmente calpestata: non possiamo passarci sopra.”

Le indagini all’interno dell’ufficio regionale dell’agricoltura decentrato a Viterbo, scattarono nel 2008, a seguito di una segnalazione anonima. Due anni dopo, l’installazione di telecamere nei corridoi. E proprio le immagini riprese inchiodarono i 21 dipendenti pubblici, finiti poi in manette, nel dicembre del 2010.  Ad otto furono concessi i domiciliari, per altrettanti si configurò l’obbligo di firma.

Barbara Bianchi


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LA SATIRA E' UN DIRITTO SOGGETTIVO TUTELATO DALL'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE - Ha la funzione di esercitare, con l'ironia e il sarcasmo, un controllo nei confronti dei poteri di qualunque natura (Cassazione Sezione Terza Civile n. 23314 dell'8 novembre 2007, Pres. Nicastro, Rel. Durante).



COME DIFENDERSI NEI CASI DI PATROCINIO O CONSULENZA INFEDELE



Picone: Il discepolo dissenziente di Platone. Genealogia e progressione dell'archetipo femminile PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Aprile 2016 18:13
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Video MOBILE arresto latitante Vastante PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Aprile 2016 18:00
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Caso Manca, Ingroia prosciolto PDF Stampa E-mail
Giovedì 07 Aprile 2016 15:48

Caso Manca, Ingroia prosciolto

VITERBO – Prosciolto Antonio Ingroia. Per l’ex sostituto procuratore di Palermo, oggi avvocato, si conclude con un non luogo a procedere l’udienza preliminare che lo vedeva alla sbarra con l’accusa di calunnia nei confronti dell’ex capo della squadra mobile viterbese Salvatore Gava.

Nel mirino, un verbale, a firma di quest’ultimo, in cui è scritto che l’urologo Attilio Manca sarebbe stato in servizio all’ospedale Belcolle nei giorni tra il 22 ottobre e il 4 novembre 2003.

Ma la smentita arriverebbe dagli stessi documenti allegati all’informativa: il giovane dottore non sarebbe stato sul posto di lavoro né il 25, né il 26 ottobre e si sarebbe assentato anche in altre date tra il luglio e il novembre dello stesso anno.

Date sovrapponibili al periodo in cui il boss della malavita Bernardo Provenzano, sotto falso nome, si sarebbe fatto operare in Provenza, per problemi alla prostata: se così fosse, sarebbe del tutto lecito pensare che, dietro alla morte dell’urologo, si celi in realtà un omicidio mafioso. Manca avrebbe visto troppo e bisognava metterlo a tacere.

Per la Procura questa strada non è percorribile: è scritto nero su bianco, a firma di Gava, che Manca, in quei giorni, era a lavoro a Viterbo. Dietro la sua morte, un’overdose da eroina. Niente di più.

Ma Ingroia non ci sta: il difensore della famiglia Manca non si risparmia nel dire come quel verbale fosse stato volontariamente manomesso e falsificato. D’altronde l’ex capo della squadra mobile non era nuovo a certi atteggiamenti.

Quando l’ex sostituto procuratore definisce falsa e anomala l’informativa di Gava, lo fa consapevole di chi questo sia in realtà: “un ex funzionario di polizia destituito, condannato con sentenza definitiva per aver rappresentato il falso su un documento ufficiale. Il Dottor Gava è un pregiudicato e di questo va tenuto necessariamente conto”, ha sottolineato il difensore Perici.

“Ingroia ha solamente commentato un verbale che afferma cose contrarie ai documenti ad esso allegati”: come si fa, dunque, a dire che quelle parole furono calunniose? ”Furono solamente un corretto giudizio in relazione ad un atto di polizia giudiziaria palesemente anomalo.”, ha proseguito lo stesso.

La decisione del Gup arriva poco prima delle 13: proscioglimento perché il fatto non costituisce reato.

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Sergio Grasso, antropologo alimentare, a Vinum, la Storia del Vino nell'Italia Antica PDF Stampa E-mail
Sabato 02 Aprile 2016 08:43
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Canile lager, parla la FIDA PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Marzo 2016 03:37

Canile lager, parla la FIDA

VITERBO – Un allevamento per cani, una pensione sovvenzionata dal Comune, che, secondo la ricostruzione dell’accusa, ha quasi del lager: cuccioli uccisi e gettati nella spazzatura, madri partorienti lasciate senza cura. Senza alcuna umanità. Dovrà rispondere di maltrattamenti, uccisione di animali e spettacoli vietati, la coppia di coniugi proprietaria del canile Fontana.

Questa mattina, davanti al giudice Autizi, l’ennesima udienza: a parlare in aula la Presidente della FIDA, Federazione Italiana per i Diritti degli Animali, Loredana Pronio: “Sono qui, nonostante la polmonite, perché non posso tacere. Non posso perdere l’occasione di denunciare un orrore: il mio ruolo me lo impone”.

E’ marzo 2012, quando viene contatta da un paio di volontari, a cui non tornano alcune situazioni all’interno del canile, che loro stessi definiscono “molto delicate”: “Mi dissero che due ex operai avevano voglia di vedermi – ha proseguito la Pronio  - così li incontrai: mi mostrarono dei video cruenti e violenti. Cuccioli appena nati fatti annegare in secchi pieni d’acqua e poi gettati in sacchi neri della spazzatura, come pattume da smaltire. Madri lasciate senza cure e abbandonate a loro stesse.”.

Immagini forti che hanno depositato in Procura, insieme ad una denuncia: era il 23 marzo. Di lì a poco il canile sarebbe stato messo sotto sequestro.

“Nonostante nel video non si vedano volti e persone, non ho potuto far altro che credere agli ex operai srilankesi del canile: non è da tutti metterci la faccia. Ma soprattutto non è da tutti lasciare un lavoro fisso, in terra straniera, perché non si riesce a sopportare la crudeltà dell’ambiente.”.

A settembre la nuova udienza.

Barbara Bianchi
 
Zingaretti incontra a Belcolle gli operatori sanitari e i giornalisti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Marzo 2016 18:24
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Confartigianato "Degustando la Pasqua" VI Edizione 11-12-13 Marzo 2016 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Marzo 2016 16:28
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Lite al semaforo, processo per direttissima PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Marzo 2016 11:54

Lite al semaforo, processo per direttissima

VITERBO – Dovrà rispondere di danneggiamento, minaccia aggravata e tentata aggressione, il 25enne viterbese che sabato scorso, in macchina con la ragazza, ha impugnato la propria pistola da softair e sparato un colpo verso l’auto ferma davanti a lui.

Una banale lite al semaforo di Viale IV Novembre che si sarebbe potuta trasformare in tragedia: a bordo della sua Bmw bianca, il giovane, infatti, non avrebbe gradito che l’uomo che lo precedeva si fosse fermato alla vista dell’arancione. E così la reazione. Improvvisa. Esagerata. La pistola carica e il colpo. Il lunotto posteriore della Renault andato in frantumi. Incolume il 45enne alla guida. “E’ una fortuna che non sia successo niente: l’uomo stava andando a prendere i figli a scuola. Seduti su quei sedili sarebbero potuti esserci dei bambini”, hanno commentato i Carabinieri.

Questa mattina, davanti al Giudice Rita Cialoni, in un processo per direttissima, rigorosamente a porte chiuse, il ragazzo si sarebbe mostrato realmente pentito per l’accaduto. Avrebbe chiesto scusa, ammettendo i propri errori: il suo avvocato difensore Massatani opterà, probabilmente, per un patteggiamento. Nel frattempo è stato chiesto il termine a difesa: il processo riprenderà a metà maggio davanti ad un nuovo Giudice.

Nell’auto del ragazzo sono stati trovati una mazza e un tirapugni, oltre all’arma usata, ad oggi in mano al Ris: “Bisogna verificare se sia effettivamente a norma – hanno sottolineato i Carabinieri - da 10 metri di distanza probabilmente una semplice pistola da softair non sarebbe in grado di distruggere il lunotto di una macchina.”.

Barbara Bianchi

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Il Giallo a scuola con l'Associazione Mariano Romiti, tutti poliziotti della Questura di Viterbo PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Marzo 2016 12:26
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PROCESSO SANITOPOLI - PARLA "L'UOMO NERO" PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Febbraio 2016 13:04
PROCESSO SANITOPOLI - PARLA "L'UOMO NERO"

COSì SI AUTODEFINISCE PAOLONI

VITERBO – Sanitopoli, la parola passa agli imputati: a rompere il ghiaccio, in aula, è Mauro Paoloni, braccio destro dell’ex direttore generale della Asl viterbese Aloisio.

Paoloni si è molto soffermato a ribadire di aver avuto rapporti soltanto con il suo diretto referente, il direttore generale Aloisio, non parlava mai con nessuno, neppure nei corridoi, tanto da essere definito "l'uomo nero".

Più di tre ore di domande e risposte, nel corso di un esame che ha ripercorso gli aspetti più controversi del processo: dall’appalto pubblico, poi trasformatosi in procedura negoziata, per il servizio di lavanderia e sterilizzazione alla scuola d’arte per disabili Aureart. Dalla creazione della Cittadella della Salute all’analisi di tutti i saldi e movimenti contabili dei libretti al portatore di proprietà di Paoloni. Passando, poi, per la bufera esplosa nel corso della scorsa udienza di gennaio in cui Gorgoni denunciò di come, per fare carriera all’interno dell’azienda sanitaria, bisognasse imparentarsi con dei partiti politici. Uno in particolare, quello della Margherita, quello che faceva riferimento ad Aloisio.

Nessuna emozione, nessun timore. Tanta voglia di riscatto e di fare luce sulla burrascosa vicenda che lo ha portato, nel gennaio del 2009, a dimettersi e “a non accettare più alcun tipo di incarico all’interno della pubblica amministrazione, nonostante mi vengano fatte continue offerte di lavoro”. E’ un Paoloni pronto a mostrare documenti e a esibire le prove delle sue capacità. Un consulente strategico sicuro della sua professionalità e buona fede.

“La mia ex moglie ha lavorato presso il centro artistico ricreativo per disabili Aureart – finanziato dalla Asl - ma sono sempre stato contrario a questa sua occupazione: avrei preferito che andasse a lavorare nella scuola pubblica, avendo anni prima vinto un concorso.  La lasciai fare: all’epoca eravamo già in crisi matrimoniale, non volevo creare altri motivi di scontro.”, ha specificato Paoloni, difendendosi dall’accusa di abuso d’ufficio. Secondo i Pm, infatti, è grazie alla sua posizione all’interno della Asl che avrebbe procurato il posto di lavoro alla moglie. Ma lui smentisce categoricamente e torna a sottolineare come il suo operato riguardasse in maniera esclusiva il bene dell’azienda sanitaria.

“Quando siamo arrivati ai vertici della Asl, io e l’allora dg Aloisio abbiamo dovuto attuare delle modifiche sostanziali nella gestione e nell’organizzazione della struttura.”, ha sottolineato. L’eredità raccolta era tutt’altro che rosea: due gli esempi eclatanti “di sprechi e disorganizzazione”.

“Gli uffici amministrativi aziendali si trovavano a Viale Trento, mentre la sede della direzione a Piazza del Duomo: oltre alle spese inutili (ed altissime) per gli affitti dei vari siti, si sentiva forte la necessità di accentrare i vari organi dell’azienda. Creammo quindi la Cittadella della Salute, in attesa che si concludessero i lavori del nuovo padiglione di Belcolle.”.

Padiglione che si trova, ancora oggi, in fase di cantiere: “Potremmo avere una Asl indipendente, un’unica struttura che accolga pazienti, dirigenti e amministrazione: ma è un sogno che non si realizzerà.”.

Un direttore generale, dunque, che, assieme al suo consulente strategico, avrebbe dato un nuovo volto alla malmessa Asl locale, riorganizzandola e razionalizzandola.

E cosa avrebbe sbagliato Paoloni della sua missione? “Ho fatto tutto quello che mi era possibile. Me ne sono andato dopo aver dimezzato le uscite della Asl e massimizzato le risorse che la Regione ci metteva a disposizione, nonostante, di anno in anno, diminuissero.”.

 
GRUPPI DI MONITORAGGIO PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Febbraio 2016 13:14

GRUPPI DI MONITORAGGIO

Ci scrive Gioventù Nazionale VITERBO e volentieri pubblichiamo

Apprendiamo sconcertati dagli organi di stampa, dell'ennesima aggressione avvenuta nel centro di Viterbo, questa volta ai danni di quattro minorenni aggrediti con spray al peperoncino e derubati.
Non è la prima volta purtroppo che Viterbo è al centro di dibattiti che riguardano la sicurezza, ma parlarne non è servito a nulla e forse questo qualcuno non l'ha ancora capito, servono i fatti e servono subito. Un genitore che manda fuori casa il figlio, lo deve fare in piena tranquillità senza la paura che avvenga qualcosa di spiacevole, e a sua volta il figlio deve uscire in piena serenità senza dover per forza guardarsi intorno ad ogni passo. Visto l'assordante silenzio delle istituzioni sulla vicenda, Gioventù Nazionale chiede maggiore presenza delle forze dell'ordine per le vie del centro storico, che da troppo tempo, ormai, è lo squallido teatro dello spaccio a cielo aperto e delle più infami nefandezze, da ultimo anche verso quattro ragazzi minorenni indifesi.
Per questo Gioventù Nazionale vuole proporre e portare avanti l'idea di " gruppi di monitoraggio ", fatto da giovani o da chi comunque ha a cuore la sicurezza della nostra città, monitorando le vie del centro e le piazze in modo da poter se non proprio prevenire questi atti, almeno denunciarli subito in modo da garantire un tempestivo intervento.
 
“Dallo Smart Building alla Smart City” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Febbraio 2016 17:28

Workshop organizzato dalla Orsolini spa all’Università della Tuscia

“DALLO SMART BUILDING ALLA SMART CITY” è il titolo del seminario, promosso dall’azienda Orsolini Amedeo spa, in programma venerdì 19 febbraio p.v., alle ore 15.00 presso il Rettorato dell’Università degli Studi della Tuscia (Via Santa Maria in Gradi – Viterbo).

Un workshop cui hanno aderito Enti locali, Associazioni di categoria, tra cui Federlazio, ed ordini professionali, che vedrà la partecipazione di docenti universitari, nonché esperti ed operatori del mondo dell’edilizia e dei principali settori collegati. L’iniziativa ha lo scopo di individuare e definire strumenti innovativi per realizzare una moderna progettazione edilizia ed impiantistica ed è ispirata all’efficienza energetica, all’architettura solare passiva e attiva.

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Il quadro con l'immagine del cardinale della Rovere ritorna a Villa Lante di Bagnaia PDF Stampa E-mail
Sabato 13 Febbraio 2016 04:23
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Giuramento solenne per il 18° Corso Allievi Marescialli dell’Aeronautica Militare PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Aprile 2016 18:08
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Incontro con il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, con gli studenti viterbesi PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Aprile 2016 12:11
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Rassegna stampa 5 Aprile 2016 PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Aprile 2016 13:09
1 - Rassegna stampa del quotidiano www.viterbotv.it del 5 aprile 2016 con Barbara Bianchi

2 - Rassegna stampa del quotidiano www.viterbotv.it del 5 aprile 2016 con Barbara Bianchi

 
Adesso vi faccio vedere come la Casta SALVA un avvocato che sbaglia PDF Stampa E-mail
Domenica 13 Marzo 2016 15:05
Adesso vi faccio vedere come la Casta SALVA un avvocato che sbaglia e viene denunciato con tanto di prove documentali e testimoni:

Ho denunciato un avvocato che ha commesso errori che hanno determinato danni patrimoniali ingenti. Il pm ha chiesto l'archiviazione, senza alcuna indagine, ho presentato opposizione, ma mi è stata tappata la bocca










Il gip ha arhiviato dichiarando inammissibile l'opposizione poiché non chiesta ai senzi dell'art. 410. Io l'avevo chiesta ai senzi dell'art 410. Forse non è stata neppure letta








In udienza il giudice non mi fa parlare e assurdamente, senza neppure aver letto la mia opposizione ai senzi del 410, scrive che è inammissibile perché non avrei fatto riferimento al 410 (sic)








Dopo solo 3 giorni lavorativi emette decreto di archiviazione, quando lo stesso giudice è stato condannato in Cassazione perché impiegava oltre DUE anni per emettere sentenze in ben 20 procedimenti...








ECCO COME FA LA CASTA A SALVARE UN AVVOCATO CHE SBAGLIA E CON I SUI ERRORI PROVOCA DANNI DI OLTRE 200.000 EURO AL PROPRIO CLIENTE DOPO AVER INCASSATO UNA PARCELLA DI CIRCA 20,000 EURO!

 
SCIOPERO DELLA FAME IN ATTESA DI COPIE DAL TRIBUNALE PDF Stampa E-mail
Venerdì 11 Marzo 2016 15:30
Dal 29 maggio 2015 sono in attesa di copie richieste all'ufficio del gip, ma la solerte cancelliera Manuela Negro, ci riferisce sempre che il giudice non ha ancora autorizzato le copie. Non credendo che possa essere vero, comincio lo scipero della fame in attesa di avere le copie richieste, perché lo scopo di tale tanto ritardo è solo quello di mandare in prescrizione il reato commesso dall'indagato, difeso dall'avvocato Barili
 
Paolo Pelliccia, Commissario straordinario Consorzio biblioteche, presenta "Visioni di Sabato" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Marzo 2016 16:36
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Doppia assoluzione per il collega Paolo Gianlorenzo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Marzo 2016 13:11
QUERELE TEMERARIE = strumento di intimidazione nei confronti delle giornaliste e dei giornalisti che cercano di svolgere al meglio il proprio lavoro di informare correttamente i cittadini su quello che succede intorno a loro


Doppia assoluzione per il collega Paolo Gianlorenzo
direttore di Etrurianews.it. Doppia assoluzione poiché il fatto non costituisce reato.
La maxi inchiesta che ha portato al processo per le tangenti Asl, si deve al lavoro di indagine giornalistica di Paolo Gianlorenzo, altro che diffamazione nei confronti dell'ex dg Giuseppe Aloisio e del super consulente Mauro Paoloni.




 
La Biblioteca Consorziale di Viterbo è polo culturale di eccellenza della Regione Lazio e non solo. PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Marzo 2016 12:35
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Risultati dell’ultima indagine congiunturale della Federlazio, secondo semestre 2015 PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Marzo 2016 12:28
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Ai nostri microfoni l'avvocato Enrico Valentini parla del ragazzo maltrattato dalla professoressa PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Febbraio 2016 12:55
Ai nostri microfoni l'avvocato Enrico Valentini parla del ragazzo maltrattato dalla professoressa


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Genio e Sregolatezza, un processo tutto da rifare PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Febbraio 2016 18:44

VITERBO – Mesi e mesi di udienze ormai inutili. Decine di testimoni da riascoltare. Intercettazioni da trascrivere da capo. Tutto da rifare. Dal nulla. Il rimpasto del Collegio di Giudici, dopo il trasferimento del Dott. Eugenio Turco, ha prodotto, sul maxi processo ‘Genio e Sregolatezza’, i risultati insperati, ma alquanto scontati.

Il fantasma dell’ ’inutilizzabilità degli atti’ si è infatti abbattuto, in pieno, su più di due anni di udienze, ora buttati al vento.  In altre parole, tutti gli atti, le testimonianze, le versioni raccolte nel corso dei precedenti incontri non potranno essere utilizzate o lette dai Giudici che compongono il nuovo Collegio: il processo riprenderà il 22 marzo con la convocazione dei primi testi del Pubblico Ministero. Poi altre udienze, già fissate, fino alla fine dell’anno. Otto in tutto, per tentare di recuperare il tempo perduto.

“Genio e Sregolatezza” esplose nel 2012, quando, a seguito di indagini condotte dalla Forestale, finirono in manette 13 persone per corruzione e turbativa d’asta. Sarebbero state tutte, a vario titolo, coinvolte all’interno di un sistema di tangenti e mazzette, ben organizzato e radicato, per favorire un ristretto numero d’imprese del territorio.

Principali indagati i due funzionari del Genio Civile, Roberto Lanzi e Gabriella Annesi, accusati di intascare tangenti in cambio di appalti e favori ad un oligopolio di imprenditori.

 
Rassegna stampa del quotidiano www.viterbotv.it del 15 Febbraio 2016 di Barbara Bianchi PDF Stampa E-mail
Lunedì 15 Febbraio 2016 12:20
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